Orari del silenzio in condominio: come si stabiliscono

Due domande, in quest'ordine: a che ora bisogna smettere di fare rumore, e chi lo ha deciso. In realtà la seconda viene prima della prima, perché cambia dove andare a leggere. Qui trovi da dove vengono gli orari di quiete, come si scrivono nel regolamento, come si comunicano e due avvisi pronti da adattare.
Il codice civile non fissa gli orari
Abbiamo cercato nelle norme sul condominio del codice civile (artt. 1117-1139) e nelle disposizioni di attuazione (artt. 61-72). Le parole «silenzio», «quiete», «riposo», «orari», «rumori» e «decibel» non compaiono in nessuno di quegli articoli. Il codice civile non dice a che ora in condominio si deve stare in silenzio.
Gli orari «standard» che si leggono nei siti e nei forum non vengono da lì. Possono essere gli orari di un singolo regolamento, o di un regolamento comunale, o una consuetudine: non sono una regola del codice civile sul condominio.
L'unica norma del codice civile che parla di rumori è l'art. 844, sulle immissioni, e dice un'altra cosa. Il proprietario di un fondo non può impedire le immissioni, tra cui «i rumori», derivanti dal fondo del vicino, «se non superano la normale tollerabilità, avuto anche riguardo alla condizione dei luoghi». È un criterio di tollerabilità, senza fasce orarie e senza soglie in decibel. Ne parliamo nell'articolo su rumori e lavori in condominio.
Dove stanno, allora: regolamento e Comune
Il regolamento di condominio. L'art. 1138 c.c. dice che, quando i condòmini sono più di dieci, deve essere formato un regolamento con «le norme circa l'uso delle cose comuni e la ripartizione delle spese», più quelle sul decoro e sull'amministrazione. L'articolo non nomina gli orari di quiete. Se il regolamento del tuo palazzo li prevede, li trovi lì, e l'amministratore deve curarne l'osservanza (art. 1130, n. 1). Il regolamento, quando c'è, è allegato al registro dei verbali delle assemblee (art. 1130, n. 7). Cosa contiene e chi lo approva lo spieghiamo nella guida al regolamento condominiale.
Il Comune. La legge quadro sull'inquinamento acustico (L. 26 ottobre 1995, n. 447, art. 6) elenca tra le competenze dei comuni «l'adozione di regolamenti per l'attuazione della disciplina statale e regionale per la tutela dall'inquinamento acustico». Parla anche di regolamenti locali di igiene e sanità o di polizia municipale. Se e come un Comune fissi fasce orarie dipende dal Comune: va letto il suo regolamento. Non pubblichiamo tabelle degli orari per città, perché non le abbiamo verificate una per una sulle fonti comunali.
Il vicino fa rumore: cosa fare
La legge non dice a che ora scatta il disturbo, quindi la risposta dipende da dove sono scritti gli orari nel tuo caso. In pratica si procede così:
- Controlla cosa dicono il regolamento e il Comune. Se il regolamento ha una clausola sulla quiete, è il primo riferimento; per il Comune vale quanto detto sopra. Nella prassi molti regolamenti prevedono una fascia nel primo pomeriggio e una notturna; gli orari esatti sono quelli del tuo regolamento.
- Scrivi all'amministratore. Il codice civile gli affida il compito di «curare l'osservanza del regolamento di condominio» (art. 1130, n. 1): una segnalazione scritta, con date e descrizione di ciò che succede, è il passo naturale.
- Tieni presente la sanzione. Se il regolamento la prevede, l'art. 70 disp. att. fissa il tetto (fino a 200 euro, fino a 800 in caso di recidiva) e dice che l'irrogazione è deliberata dall'assemblea, non dall'amministratore da solo.
- Se il rumore è serio o continuo. Il criterio civile è la «normale tollerabilità» dell'art. 844, e per i casi gravi esiste l'art. 659 del codice penale: li spieghiamo in rumori e lavori in condominio. Per un caso concreto conviene sentire un legale.
Come inserire o cambiare gli orari nel regolamento
Se il regolamento non li prevede, o li prevede in modo vecchio o vago, la strada è quella dell'art. 1138:
- L'iniziativa. Ogni condòmino può prendere l'iniziativa per la formazione del regolamento o per la revisione di quello esistente (secondo comma).
- L'avviso di convocazione. La proposta va indicata in modo specifico nell'ordine del giorno, non nascosta sotto «varie ed eventuali». Termini e canali sono quelli dell'art. 66 disp. att.: li abbiamo spiegati in convocazione assemblea condominiale: preavviso e termini, e il documento è nel fac-simile dell'avviso.
- L'approvazione. Il regolamento «deve essere approvato dall'assemblea con la maggioranza stabilita dal secondo comma dell'articolo 1136» ed essere allegato al registro dei verbali (terzo comma). Il secondo comma dell'art. 1136 richiede «la maggioranza degli intervenuti» e «almeno la metà del valore dell'edificio». I quorum per costituire l'assemblea li trovi in seconda convocazione e quorum.
Un punto all'ordine del giorno ben scritto può essere questo:
Proposta di inserimento nel regolamento di condominio della clausola
sugli orari di quiete (testo allegato alla presente convocazione) e
relativa delibera.
Come scrivere la clausola
Le fasce orarie sono una scelta dell'assemblea: nel modello qui sotto sono segnaposto, da sostituire con quelle che il condominio decide. Il testo è una bozza da adattare al regolamento, non un testo pronto per legge.
In pratica: se una clausola nasce dagli atti di acquisto o da una convenzione tra tutti i condòmini (il regolamento che si chiama di solito «contrattuale»), non si cambia con la maggioranza dell'art. 1136, e una nuova clausola approvata a maggioranza non può togliere quei diritti. Per un caso concreto conviene un parere legale.
Art. [__] - Quiete
1. Nelle fasce orarie [dalle __ alle __] e [dalle __ alle __] nei giorni
[feriali], e [dalle __ alle __] nei giorni [sabato, domenica e festivi],
i condòmini e gli occupanti delle unità evitano attività e rumori che
possano disturbare il riposo degli altri.
2. I lavori nelle unità sono comunicati all'amministratore prima
dell'inizio e annunciati ai condòmini con avviso affisso o inviato.
Per i lavori sono ammesse le fasce orarie [dalle __ alle __].
3. Per le infrazioni al presente articolo [è/non è] prevista la sanzione
di cui all'art. 70 disp. att. c.c. [importo, entro i limiti di legge].
Se il regolamento prevede sanzioni, il tetto lo fissa l'art. 70 disp. att.: «una somma fino ad euro 200» e, «in caso di recidiva», fino ad euro 800. La somma va al fondo di cui l'amministratore dispone per le spese ordinarie, e l'irrogazione è deliberata dall'assemblea con le maggioranze dell'art. 1136, secondo comma. L'art. 70 collega la sanzione alle «infrazioni al regolamento di condominio»: un avviso in bacheca non è una delibera dell'assemblea.
L'avviso agli abitanti: due versioni
Una volta che gli orari sono nel regolamento, si ricordano a tutti con un avviso. Scegli la versione giusta: se il regolamento non li prevede, l'avviso non può dire "ai sensi del regolamento".
Versione A: il regolamento prevede gli orari.
CONDOMINIO [via e numero civico, città]
AVVISO AI CONDÒMINI E AGLI OCCUPANTI
Orari di quiete
Si ricorda che, ai sensi dell'art. [__] del regolamento di condominio,
nelle seguenti fasce orarie vanno evitati i rumori che possono
disturbare il riposo degli altri condòmini:
- giorni [feriali]: dalle [__] alle [__] e dalle [__] alle [__];
- [sabato, domenica e festivi]: dalle [__] alle [__].
I lavori nelle unità vanno comunicati in anticipo all'amministratore e
annunciati con apposito avviso.
Il regolamento è consultabile [presso l'amministratore / indicare dove].
[Luogo], [data] L'amministratore
____________________
Versione B: il regolamento non li prevede.
CONDOMINIO [via e numero civico, città]
AVVISO AI CONDÒMINI E AGLI OCCUPANTI
Rispetto della quiete
Nel condominio il regolamento non indica fasce orarie di quiete.
Si invitano tutti a evitare, in particolare nelle ore [di riposo
pomeridiano e notturne], rumori che possano disturbare gli altri.
Nell'ordine del giorno della prossima assemblea sarà inserita la
proposta di introdurre nel regolamento una clausola sugli orari di
quiete. Chi vuole contribuire può scrivere a [recapito amministratore].
[Luogo], [data] L'amministratore
____________________
L'avviso ricorda una regola; non la crea. Per questo la versione B parla di invito, e porta la proposta in assemblea.
Farlo arrivare a tutti
L'avviso di quiete non è una convocazione: non ha i canali obbligatori dell'art. 66, che restano raccomandata, PEC, fax o consegna a mano per l'assemblea. Puoi quindi affiggerlo e inviarlo come preferisci.
Il generatore di avvisi di Unitify permette di incollare il testo e stamparlo in formato A4. L'interfaccia non è ancora in italiano, ma ogni campo di testo è libero, quindi puoi scrivere l'avviso in italiano. Su Unitify lo stesso avviso arriva a ogni condòmino nell'app, via email e sul sito del condominio, con conferma di lettura (l'app non ha ancora l'interfaccia in italiano; i testi che scrivi restano in italiano): l'app dei residenti può raggiungere anche chi abita nel palazzo senza comparire nell'anagrafica dei proprietari.
Quali altri sistemi si possono collegare allo studio (pagamenti, citofono, contatori) è in integrazioni gestionale condominiale nel 2026.
Se il tuo studio vuole smettere di rifare gli stessi avvisi a mano per ogni condominio, puoi iniziare gratis dalla pagina Unitify per l'Italia.
Fonti: codice civile, artt. 844, 1130, 1136 e 1138; disposizioni per l'attuazione del codice civile, artt. 66 e 70; legge 26 ottobre 1995, n. 447, art. 6, Normattiva, consultata il 16.10.2026. Le citazioni sono nel pacchetto di fonti interno research/66.
Domande frequenti
Chi stabilisce gli orari del silenzio in condominio?
Il codice civile non li fissa. Gli orari di quiete, quando esistono, stanno nel regolamento di condominio, che deve essere approvato dall'assemblea con la maggioranza dell'art. 1136, secondo comma, c.c., e nelle eventuali regole del Comune sul rumore. Per sapere quali valgono nel tuo palazzo bisogna leggere il regolamento e, per il Comune, il regolamento comunale.
Esistono orari del silenzio validi in tutta Italia?
Nelle norme sul condominio del codice civile (artt. 1117-1139) e nelle disposizioni di attuazione (artt. 61-72) le parole «silenzio», «quiete», «riposo», «orari» e «rumori» non compaiono. Gli orari che circolano in rete non vengono da lì. Altre fonti, come regolamenti comunali e norme regionali, vanno verificate caso per caso.
Come si inseriscono o si cambiano gli orari nel regolamento?
Ogni condòmino può prendere l'iniziativa per formare il regolamento o per rivedere quello esistente (art. 1138, secondo comma, c.c.). Il regolamento deve poi essere approvato dall'assemblea con la maggioranza degli intervenuti e almeno la metà del valore dell'edificio, e allegato al registro dei verbali. La proposta va indicata in modo specifico nell'ordine del giorno dell'avviso di convocazione.
Si può multare chi non rispetta gli orari del silenzio?
L'art. 70 disp. att. prevede che per le infrazioni al regolamento di condominio possa essere stabilita una somma fino a 200 euro e, in caso di recidiva, fino a 800 euro, e che l'irrogazione della sanzione sia deliberata dall'assemblea con le maggioranze dell'art. 1136, secondo comma. Un avviso in bacheca non è una delibera dell'assemblea.
Basta un avviso in bacheca per rendere valido un orario?
No. Un avviso ricorda una regola, non la crea. L'orario vale se è nel regolamento approvato dall'assemblea o in una norma del Comune; se non c'è, l'avviso può essere un invito di cortesia e la proposta va portata in assemblea.
Il Comune può avere regole sul rumore?
Sì: la legge quadro sull'inquinamento acustico (L. 447/1995, art. 6) indica tra le competenze dei comuni l'adozione di regolamenti per l'attuazione della disciplina sulla tutela dall'inquinamento acustico. Cosa dicano, e se fissino fasce orarie, dipende dal Comune.